5 consigli per creare traffico su un sito di News con Facebook

Facebook è considerato uno dei canali strategici per creare traffico verso i siti di News: molti publisher nel mondo (e in Italia) lo sfruttano per...

Che Facebook sia considerato uno dei canali strategici per veicolare traffico verso i siti di News non è una novità: sono molti i publisher in giro per il mondo (qualcuno anche in Italia) che sfruttano il Social Network di Mark Zuckerberg per garantirsi considerevoli numeri di visite e pageview.

Ed è proprio in questa categoria di Pagine (Facebook la chiama Media-News-Publishing) che siamo andati a cercare le pratiche migliori utilizzate per “vestire” un contenuto in modo adatto al canale.

In questo post, quindi, non andremo nemmeno a considerare il contenuto che le varie Pagine vogliono veicolare tramite Facebook, ma ci limiteremo all’aspetto esteriore, alla forma che arriva all’utente, destinatario della comunicazione.

Ecco perché abbiamo preso in considerazione alcuni leader di questo settore, non dal punto di vista giornalistico, ma andando ad analizzare le Best Practice più interessanti su Facebook, che spesso sono alla base di numeri social davvero notevoli (pensiamo per esempio, in Italia, alla crescita esplosiva di Fanpage.it). Ecco perché, in altre parole, abbiamo studiato la pagina Facebook di BuzzFeed e non quella del Washington Post.

Prima di tutto: guarda la Case History!

In questo post parliamo di alcuni “trucchi del mestiere”, ma per una panoramica più dettagliata e per scoprire le Case History più importanti, vi consigliamo di vedere l’analisi completa. 😉

 

1. Immagine o Link? Page Post Link

Provate a dare uno sguardo alle Facebook Timeline dei principali publisher di News del Mondo: notate qualche ricorrenza nel tipo di post pubblicati su Facebook? “Page Post Link” è la formula magica.

Immagini di preview molto grandi (con il nuovo Newsfeed arrivano a 470×246 pixel), completamente cliccabili, e che sfruttano al meglio lo spazio sia su Desktop che su Mobile. In sostanza, massima importanza data all’immagine (una delle poche certezze su Facebook) e ottimizzazione del numero dei click in un’area interattiva che comprende immagine, Link Headline e Description.

Page Post Link example

2. Siamo su Facebook: linguaggio informale e tono colloquiale

Sapete dove verrà pubblicato il vostro Post nel Newsfeed di un ipotetico Mario Rossi? Magari l’algoritmo di Facebook vi riserverà uno spazio tra il selfie del suo migliore amico e una photo gallery di “cani che assomigliano ai loro padroni”.

Questo cosa suggerisce? Adeguate la comunicazione al canale, e rivolgetevi a Mario Rossi come se fosse quasi un vostro amico al quale consigliate il link di un articolo particolarmente interessante: il linguaggio ingessato della carta stampata su Facebook non funziona.

 

3. “Less is more”: meno copy e più spazio alle immagini!

La forza delle immagini, come abbiamo già detto, è sicuramente il principale motivo per il quale scegliere il Page Post Link; ma per lasciare alla parte visuale il suo primato non dobbiamo saturare l’attenzione degli utenti con testi troppo lunghi.

Non c’è una regola aurea e ogni publisher ha le sue Best Practice, ma è fondamentale bilanciare i contenuti testuali tra Post Text, Link Headline e Description.

Ben vengano anche le soluzioni “estreme” che eliminano Post Text o Description, perché, in sostanza, l’occhio dell’utente, oltre che sull’immagine, si soffermerà su uno o al massimo due dei nostri copy.

 

4. Non temere di “esagerare”

State pubblicando una photo gallery delle Cascate più belle dell’Appennino tosco-emiliano? Non abbiate paura, il vostro compito è quello di presentarle come le uniche Cascate al Mondo più spettacolari di quelle del Niagara!

L’esagerazione, usata con parsimonia, rende i post frizzanti e assolutamente da approfondire, aumentando di conseguenza il CTR.
Tra le pratiche da annoverare come “trucchi del mestiere” ovviamente entrano di diritto:

  • Top 10 [qualcosa]
  • 5 Consigli imperdibili per [fare qualcosa] – (cfr. titolo di questo Post 😉 )
  • The Best [something] Ever

 

5. Attirare l’attenzione, ma NON svelare il contenuto

Ricordate sempre qual è l’obiettivo nella pubblicazione del vostro contenuto su Facebook? I click verso un sito esterno.

Perciò, se la creatività del post (copy del post, immagine, titolo e descrizione del link) esaurisce la curiosità dell’utente sul contenuto, inevitabilmente le performance saranno minori, perché l’utente sa già cosa lo aspetta.

Attirate l’attenzione, date un “assaggio” del contenuto (magari con i particolari più curiosi), ma non svelate il fulcro della notizia, altrimenti l’utente si “accontenta” delle informazioni che gli diamo nel Newsfeed e non raggiungerà mai il vostro sito.

 

E quindi?

Se qualcuno pensa che questi consigli siano troppo banali e che queste pratiche siano d’uso comune per tutti i portali di News, allora non ha mai fatto un giro sulle Pagine Facebook dei principali quotidiani italiani – e non ha nemmeno visto la nostra Case History 😉 

In sostanza, benché sia da anni sulla cresta dell’onda, Facebook è ancora uno strumento “sconosciuto”, sfruttato poco e male dalla maggior parte delle redazioni tradizionali.

Così capita che testate blasonate e conosciute vengano surclassate in efficacia dell’utilizzo dei Social Media per creare traffico sul sito (NB non stiamo parlando della qualità dei contenuti!), da molti publisher emergenti, spesso considerati vere e proprie “meteore” del settore e, in quanto tali, incapaci di minacciare lo status quo.

Si tratta invece di realtà che hanno compreso la potenza di questi canali, che sanno interpretarne il linguaggio e che traggono, da Facebook in particolare, vantaggi che valicano i confini Social, per concretizzarsi in accessi al sito e tutto ciò che ne consegue.

 


Enrico Pellucco

Enrico si è laureato all'Università di Padova e poi si è specializzato all'Università di Parma. Nelle sue prime esperienze di lavoro ha lavorato come collaboratore Giornalista e Social Media Specialist. Poi è arrivato in Caffeina, dove si occupa di Content, Advertising e Analytics.