Twitter può battere Facebook? 5 motivi per cui, forse, ce la farà

Cerchiamo di approfondire un settore in cui Twitter offre agli utenti un servizio nettamente più efficace rispetto a Facebook: l’informazione.

Si sfidano, si odiano e si copiano. Sono i due giganti più affermati del panorama sempre mutevole dei Social Network: parliamo ovviamente di Facebook e Twitter.

Nati con obiettivi molto diversi, hanno vissuto fasi di successo a loro modo uniche e irripetibili e, da qualche anno, pur con numeri e ricavi che premiano decisamente Menlo Park, si contendono lo scettro di Social Network “occidentale” (per una questione di “cultura” non prendiamo al momento in considerazione, e ci perdonerete, i colossi social asiatici e russi, con i quali prima o dopo tutti faremo i conti 😉 ).
Anche se, come detto, Facebook sovrasta numericamente Twitter per numero di utenti, fatturato, quota di mercato pubblicitario, App installate e probabilmente qualunque altro macro-parametro quantitativo, è molto interessante esplorare come questi due Social Network stanno evolvendo i loro rispettivi ecosistemi: sempre più diversi pur continuando a copiare l’uno dall’altro.
Ecco allora che con questo articolo cerchiamo di approfondire un settore in cui, nello specifico, Twitter offre agli utenti un servizio nettamente più efficace rispetto a Facebook, e stiamo parlando del settore dell’informazione.

Abbiamo ascoltato tutti le parole “visionarie” di Mark Zuckerberg che qualche mese fa ha lanciato il guanto della sfida dicendo che la sua creatura diventerà “the best personalized newspaper in the world”: i tentativi di Facebook in questa direzione sono molti (Facebook Paper, “liberamente ispirato” a Flipboard, è solo l’ultimo), ma Twitter, quando si parla di informazione, sembra avere un altro passo.

In questo post proviamo ad approfondire alcuni punti di forza di Twitter per quanto riguarda il mondo delle News, ma per uno scenario più dettagliato delleBest Practice (e non solo) a livello internazionale e italiano, vi consigliamo di consultare l’analisi completa.

 

News, Breaking News, eventi di portata globale (Cronaca e Politica internazionali), per non parlare di eventi dal mondo dello Sport e di coperture Live di Guerre, Elezioni, Conferenze, Concerti, Eventi mondani… Twitter la fa da padrone e i tentativi di Facebook di copiare, in modo nemmeno troppo velato, i punti di forza del rivale non stanno (per il momento) avendo molti effetti.
Ma quali sono, andando un po’ più nel dettaglio, gli assi nella manica di Twitter per quanto riguarda il settore dell’informazione?

 

 

Twitter is where the world turns when news breaks.

Twitter

1. #hashtag: forse abusati, ma ancora efficaci

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Gli hashtag sono ancora il modo più semplice e immediato per catalogare e raggruppare flussi di notizie: che si stia parlando di una partita dei Mondiali di Calcio (il boom di Twitter durante l’ultima edizione in Brasile meriterebbe un articolo a parte) o dell’elezione del Presidente degli Stati Uniti, su Twitter si trova tutto; per giunta raggruppato in un feed di contributi ordinati cronologicamente. “Partecipare” è gratuito e possibile per tutti, in un’ottica davvero democratica di piattaforma che si sviluppa da basso: il mio tweet con l’hashtag #sanremo2014 può comparire appena sopra al tweet con cui il vincitore ringrazia per il premio oppure appena sotto al tweet di un famoso giornalista che si trova nelle prime file della platea dell’Ariston.

Questo è Twitter: le notizie le possono scrivere tutti e contribuire a dare informazioni in tempo reale, inserendole nel flusso giusto con un semplice #.

(Tralasciando l’uso compulsivo degli hashtag su Instagram, ricordiamo che anche Facebook ha introdotto gli Hashtag dopo averli combattuti per anni: il risultato al momento non è convincente e vengono per lo più utilizzati per “colorare di blu” le parole più importanti o le pagine che non si riescono a taggare)

2. Trending Topics: per stare sempre sul pezzo

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La potenza e l’efficacia degli hashtag, unita alle parole più cercate nella Twitter Search: il tutto filtrato su misura per l’utente in base a località e/o profili seguiti. Il risultato è una specie di sommario di dieci link (hashtag o keyword) che riassume i Trend del momento, mettendo subito in evidenza le News di un certo peso. In altre parole, appena un utente entra su Twitter, se controlla i Trending Topics può subito essere informato con dei veri e propri Flash e non si perderà sicuramente l’eventuale caduta di un governo, l’improvvisa morte di un personaggio famoso o l’ultimo colpo di calciomercato.

(Anche Facebook, ancora una volta, ha fiutato il successo dei Trending Topics: prima li ha distribuiti come feature a utenti selezionati in fase Beta e ora, da qualche mese, li sta implementando con l’originale nome di Trending, a tutti gli utenti – arriveranno anche in Italia ;))

3. @Mention: avete mai twittato @pontifex o @BarackObama?

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Abbiamo già detto che Twitter è una piattaforma “democratica” e, nonostante sia spesso definito il Social Network dei VIP, fornisce a tutti uno strumento molto potente per comunicare “sullo stesso piano” con il Papa, Valentino Rossi, Barak Obama (e adesso persino con la CIA ;)).

Stiamo parlando delle Mention, un sistema particolarmente efficace per mettersi in contatto con i profili di qualunque utente Twitter del mondo. Ecco allora che, per esempio, se un quotidiano attraverso il suo TW Profile lancia una notizia di politica “menzionando” il protagonista dell’articolo, non è raro che il politico in questione si inserisca nella conversazione, aprendo di fatto un dibattito e “creando” a tutti gli effetti un’altra Notizia, che verrà poi ripresa da altri giornali e opinionisti.
Si tratta perciò di uno strumento potentissimo che tutte le testate giornalistiche dovrebbero usare per portare il mondo dell’informazione a un stadio evolutivo superiore, qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa.

(Rischiamo di essere ripetitivi, ma da qualche settimana Facebook ha lanciato Facebook Mentions, e qui sì l’uso sarà limitato ai cosiddetti VIP).

4. #LIVE events: più veloce dello streaming!

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È una cosa abbastanza risaputa, ma ripeterla non fa male: “Facebook racconta il passato, Twitter informa sul presente“.

La velocità e la leggerezza di Twitter consente ai professionisti dell’informazione (e agli utenti che si “trasformano” in giornalisti) di offrire una copertura live di eventi di qualunque tipo, dal SuperBowl alla diretta di una seduta di un Consiglio Comunale.

Il flusso cronologico di tweet (eventualmente raggruppati grazie agli hashtag) rappresenta ormai un rullo di notizie di pronto uso, che diventano vecchie al Tweet successivo, e che formano, come se fossero tanti punti accostati, la linea dell’informazione continua, più veloce, movimentata e “discreta” di TV e radio. Basta uno smartphone – non serve l’audio, non serve il video – e Twitter ci porta nel cuore di qualunque evento live.

5. “People love TV, more with Twitter”

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Abbiamo preso in prestito questa frase da una presentazione ufficiale di Twitter Italia, perché ci sembra che ponga l’attenzione su un punto davvero cruciale dell’espansione di Twitter, e cioè la sua affermazione come second screen durante la fruizione di programmi TV (che si attesta su dati molto alti, anche nell’era Digital).

Se è vero perciò che il 95% della conversazione pubblica televisiva accade su Twitter, non possiamo senz’altro dimenticare che una sempre più grande fetta dei palinsesti TV se la sta garantendo il settore dell’informazione, che, con talk-show, interviste, inchieste e programmi cult, copre svariate ore di programmazione televisiva.

Twitter fa da sponda a tutto questo mondo e i Broadcaster (ma anche i grandi brand in cerca di visibilità) si stanno inserendo in modo sempre più mirato e massiccio nei flussi di Tweet che accompagnano le varie trasmissioni televisive, sempre più spesso lanciando hashtag dedicati per raggruppare conversazioni attorno alle varie News e ai temi dibattuti in diretta sul piccolo schermo.

Da segnalare che Twitter stesso punta molto su questo settore fiutando grandi possibilità di crescita sia commerciale che in termini di utenti e flussi di traffico (in questa direzione va letto l’annuncio dell’arrivo in Italia dei Nielsen Twitter TV Ratings dall’autunno 2014).

 


Enrico Pellucco

Enrico si è laureato all'Università di Padova e poi si è specializzato all'Università di Parma. Nelle sue prime esperienze di lavoro ha lavorato come collaboratore Giornalista e Social Media Specialist. Poi è arrivato in Caffeina, dove si occupa di Content, Advertising e Analytics.