Comunicazione digitale e sostenibilità: LifeGate

Rapidità e multimedialità: le due caratteristiche di una comunicazione digitale in continuo cambiamento

Sostenibilità. Una parola semplice che in realtà descrive complesse dinamiche di un mercato sostanzialmente nuovo, fatto di consumatori sempre più esigenti e aziende attente a impatto ambientale e umano. Da un lato i nuovi stili di vita hanno introdotto dinamiche nuove di acquisto, che non fanno più di prezzo e qualità parametri assoluti per la scelta di un prodotto. Allo stesso tempo, molte imprese hanno capito l’importanza di compiere scelte etiche e rispettose, anche come modo per riscoprire un ruolo “sociale”, nell’accezione più ampia del termine, e un nuovo modo di partecipare al tessuto socio-economico del Paese.

Cambia il mercato, insomma, e con esso anche la comunicazione digitale e il modo di raccontare sviluppi e dinamiche a un target composito che ha bisogno di informazioni puntuali per orientarsi e compiere le proprie scelte di vita e di business. Proprio per approfondire questi temi abbiamo intervistato Enea Roveda, amministratore delegato di LifeGate, chiedendogli di raccontarci i primi 15 anni di una realtà che da tempo è il punto di riferimento per la comunicazione digitale e i servizi marketing “ad alto valore sostenibile”.


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Quali obiettivi si pone la comunicazione digitale di LifeGate?

LifeGate è nata nel 2000 per parlare di un nuovo stile di vita che in quegli anni stava nascendo. Ora quello stesso stile – sostenibile ed equo – è diventato una necessità, e sempre più individui si sono resi conto che occorre vivere nel pieno rispetto delle persone e del pianeta. LifeGate ha iniziato la sua attività di comunicazione da un portale, da un magazine cartaceo e da una radio in FM.

Da un trasferimento di dati e informazioni unidirezionale si è passati in breve tempo a un dialogo permanente, a due direzioni.

Negli anni l’evoluzione delle tecnologie ha visto la crescita inarrestabile del digitale, seguita a stretto giro dall’esplosione di Social Media e Mobile.  Si può dire che, sulla scorta di questo passaggio epocale, anche la comunicazione digitale stia andando nella direzione di una maggiore sostenibilità. Da un trasferimento di dati e informazioni unidirezionale si è passati in breve tempo a un dialogo permanente, a due direzioni. Persone e aziende dialogano tra loro ininterrottamente; ciò ha comportato per LifeGate anche un cambiamento di ruolo.

Quale?

In un primo momento LifeGate puntava a sensibilizzare. Ora condivide informazioni e approfondimenti su temi che riguardano la sostenibilità. Il nostro modo di comunicare è cambiato, al pari di quello delle aziende, e oggi è molto più prossimo allo stile del dialogo.

Dialogo che, però, vuol dire trasparenza e rispetto verso il pianeta, i dipendenti, gli stakeholder.

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All’interno di questo processo di cambiamento, qual è il ruolo dei contenuti?

Importantissimo, perché permettono di instaurare un dialogo aperto, trasparente e fecondo con i 5 milioni di persone che fanno parte della nostra community e, dall’altro lato, tra le persone e le aziende che ci hanno scelto. Faccio un esempio: in Italia ormai 9 milioni di italiani acquistano in modo sostenibile scegliendo le aziende prima del prodotto, a prescindere dal prezzo. La reputazione aziendale gioca un ruolo importantissimo.

I contenuti ci permettono di instaurare un dialogo aperto, trasparente e fecondo con i 5 milioni di persone che fanno parte della nostra community

Oltre a questi, altri 12 milioni fanno attenzione anche al prezzo quando devono decidere dell’acquisto di un prodotto sostenibile. Già da queste prime informazioni, emerse tra le altre in occasione della pubblicazione del “Primo osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile” dello scorso maggio, emerge la fondamentale importanza dei contenuti, sia per LifeGate sia per le aziende che hanno la necessità di far conoscere il proprio impegno a un pubblico sempre più attento ed esigente.

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Attento, esigente e in continua evoluzione. Come è cambiato il pubblico in questi ultimi anni?

Oggi più che mai vuole e ha bisogno di approfondimenti concreti su temi importanti come salute, ambiente, mobilità sostenibile, e di poter approfondire tutti i temi che toccano da vicino l’uguaglianza sociale con notizie fresche e puntuali. Dall’altro lato, sono pochi i media che si occupano di questi argomenti in Italia: ecco perché la qualità del contenuto è  fondamentale per soddisfare questo target.

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Come sono cambiati i contenuti di LifeGate e come la tecnologia ha supportato questa evoluzione?

Il lettore ha bisogno di una comunicazione digitale veloce, di input rapidi e di spunti multimediali. Ecco perché i nostri contenuti sono più interattivi, con più fotogallery e video, e pienamente compatibili con smartphone e tablet. Negli ultimi anni, i contenuti proposti da LifeGate hanno fatto sempre maggior distinzione tra Persone e Aziende, due target caratterizzati da esigenze molto diverse.

Ci siamo posti l’obiettivo di puntare molto sulla crescita della nostra community online; per questo motivo, i contenuti un tempo parte del magazine cartaceo sono stati progressivamente spostati sul sito web. Ora i nostri obiettivi più immediati sono ampliare ulteriormente la nostra community, raddoppiando a 10 milioni di utenti, ed estendere a questo target i nostri servizi, in un’ottica di progressiva apertura al B2C.


Antonio Marella Operations Director

Antonio è uno dei Founder di Caffeina. Ha studiato all'Università di Parma e alla Bocconi, per lavorare poi in Procter & Gamble nel Trade Marketing Luxury. Ricopre il ruolo di COO, responsabile di tutte le operation, e si rapporta con i clienti per garantire una delivery qualitativa dei progetti che vengono affidati a Caffeina.