Behind a download button: i 5 passi per creare un'app mobile

Come si sviluppa un'app mobile per un progetto di media dimensione? Questa è la nostra esperienza nella creazione di app mobile, il nostro metodo di lavoro.

L’obiettivo di questo post è condividere la nostra esperienza nella creazione di un’app mobile, analizzando (senza scendere troppo nei dettagli operativi) ogni step del processo di creazione e sviluppo.

Disclaimer:

  • Non è la Bibbia dell’agenzia perfetta: è “solo” il nostro metodo
  • Si tratta di insegnamenti tratti dalla nostra esperienza
  • Il focus è su progetti mobile di media dimensione
  • Il punto di vista è quello del Project Manager

I principali step che descriveremo di seguito sono:

  1. Brief
  2. UI/UX Design
  3. Sviluppo
  4. Bugfixing
  5. Submission

 

1. Brief di un’App Mobile (raccolta e co-creazione)

Ascoltare il cliente: comprendere gli obiettivi, i bisogni, i vincoli e le opportunità del progetto. Una Digital Agency non può limitarsi ad essere un semplice fornitore, ma deve proporsi come consulente e partner del proprio cliente: il compito è quello di guidare il cliente verso le scelte migliori, considerando che alcune proposte non saranno assecondate, a volte per motivi interni, a volte per limiti strutturali, a volte per una non comprensione dei paradigmi digitali. Riuscire a superare questi ostacoli, con un confronto sempre chiaro e trasparente, è la chiave che permette di gettare le fondamenta di un progetto di successo.

Il brief è un processo in cui bisogna essere parte attiva: la conoscenza del business e del mercato che ha il cliente va unita alla conoscenza delle possibilità offerte da piattaforme, strumenti e tecnologia. Dal cliente devono venire richieste, obiettivi, informazioni. Gli strumenti, i mezzi, le strategie per raggiungere quei i goal sono il valore aggiunto di un partner come Caffeina.

 

2. UI/UX Design (sketch, wireframe, proposta, design)

Questo step è senza dubbio la fase più importante dell’intero progetto, in cui obiettivi e feature si trasformano prima in tratti di penna su un foglio, poi in wireframe digitali più strutturati, a cui si aggiunge infine la parte di interfaccia digitale.

È durante questo passo che le aspettative del cliente prendono finalmente forma.

sketch mobile app

Un esempio di sketching di Esperto Sinistri Genialloyd

Nell’affrontare il progetto il primo passo consiste nel realizzare dei “wireframe funzionali”, utili per riepilogare le feature di ogni sezione dell’app e che forniscano al team un’ottima base per la comprensione e la stima del lavoro in termini di tempi.

In Caffeina usiamo Balsamiq (link): permette di progettare con semplicità wireframe che, durante l’avanzamento del lavoro, possono diventare anche molto complessi. Questi wireframe sono la base per un confronto con il cliente sulle funzionalità e i flussi di interazione dell’utente, e prevedono più round di modifiche e feedback.

Una volta approvati i wireframe funzionali si può iniziare la progettazione della User Interface e la definizione della User Experience finale.

Come ogni buon prodotto di design, la progettazione dell’interfaccia nasce da un foglio bianco in cui si fanno sketch a penna, e prosegue con la definizione dei primi mockup su Photoshop (o Sketch, di cui è uscita la v3 qualche giorno fa).

Genialloyd UI

Un esempio delle prime UI prodotte per Esperto Sinistri Genialloyd

Qui il cliente viene nuovamente coinvolto per raccogliere feedback sul layout e lo stile di design: la realizzazione dell’interfaccia definitiva, quindi, si raggiunge dopo altri step di fine tuning progressivi.

 

3. Sviluppo (l’arte del carpe diem)

Da un punto di vista di Project Management e Accounting, le indicazioni principali che vogliamo dare riguardano il rapporto con il cliente: in questa fase, infatti, è importante fornire degli update costanti e delle preview nelle giuste fasi di sviluppo.

… Ma non funziona ora? Ah, possiamo aggiungere…

Il timing in questi casi è fondamentale: una preview dell’app in una fase prematura rischia infatti di spaventare il cliente poco “preparato”. Ma è vero anche che un test in fase troppo avanzata comporta la ricezione di feedback e richieste di piccole modifiche (inevitabili, come è giusto che sia) quando ormai il grosso del lavoro è stato già realizzato, costringendo il team di sviluppo a riscrivere intere parti dell’app, riducendo così il tempo a disposizione per il testing e bugfixing.

 

4. Bugfixing (prova, riprova, e prova ancora)

Un buon bugfixing si basa su un fattore fondamentale: il tempo.

Risulta infatti indispensabile pianificare i lavori in modo da lasciare un tempo adeguato da dedicare a un testing approfondito, dando modo al cliente di fare lo stesso, per risolvere eventuali (ma probabili) piccoli problemi che saranno individuati.

Ciao, stavo provando l’app, e… Sì, ho pensato che…

Incipt dell’email che spaventa ogni PM

È probabile che vi siano nuove richieste da parte del cliente in questa fase: è dovere di ogni Digital Agency cercare di assecondare queste richieste al fine di una riuscita migliore del progetto e della massima soddisfazione del cliente, nel rispetto dei tempi e del budget assegnato.

Stimare i tempi di bugfixing però è estremamente difficile: per risolvere il problema ci siamo dati una regola d’oro per la pianificazione del bugfixing, molto semplice:

Tempo di Bugfixing = Tempo di Sviluppo / 3

 

5. Submission (l’ultimo passo)

Si tratta sicuramente del momento più gratificante dell’intero processo di sviluppo, ma non per questo necessita di meno concentrazione.

Il nostro consiglio è di prestare attenzione ai tempi di Approvazione degli Store, che a volte possono essere più lunghi del previsto.

App store rev timeApp Store (iOS)

Un modo semplice per fare una previsione attendibile dei tempi di approvazione è l’analisi dell’hashtag #iosreviewtime su Twitter (link) che fornisce utili indicazioni sui tempi di approvazione medi dello store Apple.

Google Play (Android)

La submission su Android invece non prevede approvazioni, e questo permette di dedicare qualche giorno in più allo sviluppo per questo OS o di posticipare leggermente i tempi per lo sviluppo.

Alla submission sugli store va associata anche una attività più soft di copywriting e ottimizzazione di keyword e descrizioni inserite nella pagina dell’app, per far sì che questa sia ben indicizzata dagli store e che venga proposta all’utente nelle ricerche puntuali che riguardano la marca o la sua categoria.

La produzione di visual dedicati che migliorano l’appeal della user interface durante la fase di ricerca informativa dell’utente è il tocco finale che può convincere gli utenti a cliccare su “Download” 😉

Genialloyd App Store iTunes

 


Antonio Marella Operations Director

Antonio è uno dei Founder di Caffeina. Ha studiato all'Università di Parma e alla Bocconi, per lavorare poi in Procter & Gamble nel Trade Marketing Luxury. Ricopre il ruolo di COO, responsabile di tutte le operation, e si rapporta con i clienti per garantire una delivery qualitativa dei progetti che vengono affidati a Caffeina.